Enogastronomia in Calabria

La tradizione enograstronomica in Calabria

La cucina calabrese fonda le sue radici nella valorizzazione dei prodotti della terra, con la fantasia di tante ricette che nel corso del tempo le esperienze di popoli diversi hanno sempre più arricchito:si tratta di una cucina essenzialmente povera ma sana, tipicamente mediterranea, che è stata recentemente riscoperta e valorizzata dal turismo.

Il Vino
I coloni greci la battezzarono la Calabria, Enotria, “terra del vino“, dando vita al rito di donare questi vini agli atleti vincitori ad Olimpia: di elevata gradazione alcolica e resistenti ai viaggi, i rossi calabresi si diffusero poi in tutto il mediterraneo fino al Medio Evo. Oggi la Calabria produce sette vini DOC, provenienti dalle zone vinicole di Bivongi, Cirò, Lamezia Terme e Castrovillari. La produzione si estende a decine di altri bianchi e rossi di pregio e unici, come a Bianco sulla costa jonica dove si coltivano vitigni di greco bianco, nerello e sangiovese. Il vino Greco di Bianco nasce dal più antico vitigno in Italia.

L’olio

Oltre che per la quantità, la produzione di olio calabrese si distingue anche per il grande pregio della sua qualità, dovuta al rispetto di una tradizione antichissima. Numerosi frantoi calabresi che per la qualità e la bontà dell’olio hanno ricevuto il marchio D.O.C. e D.O.P. La produzione avviene con olive raccolte in uliveti selezionati, ed è rivolta a ottenere un olio dal sapore inconfondibile, molto spiccato, altamente digeribile e universalmente riconosciuto alla base della cucina italiana. Tra le produzioni regionali, vanno anche menzionati gli oli aromatizzati, ottenuti facendo macerare in olio extravergine d’oliva spezie essiccate al sole: i gusti del peperoncino, del rosmarino, del limone, dell’origano e del basilico, insaporiscono con il loro aroma particolare i piatti della cucina calabrese.

I dolci
Anche i dolci raccontano di incontri di culture: ne sono un esempio i “crustoli”, che addirittura vengono citati nei versi di un famoso poeta latino. Sono piccoli tronchetti di pasta fritta, che possono poi essere consumati al naturale o conditi con il miele. I “crispeddi a ventu” e i “tardiddi”, questi ultimi fritti e insaporiti con il miele, di origine bretia.L’evidente influsso saraceno sta nell’aggiunta degli agrumi e della cannella che, sicuramente, conferiscono un sapore speziato ancora più gradevole.



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